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IL FUNZIONAMENTO PSICHICO

Il punto di vista generale adottato dalla Scuola si rifà al modello bio-psico-sociale di Engel (1977), ma verte in modo specifico sul processo di mentalizzazione del soggetto. 

L’equilibrio e lo squilibrio psichico dipendono dall’interazione tra fattori biologici ereditari e fattori di natura psicologica e sociale. Tali fonti, insieme, concorrono ad influenzare i diversi livelli evolutivi della psiche, agevolando o inibendo le potenzialità insite nell’essere umano.

Mondo intrapsichico e mondo relazionale sono legati dinamicamente; il "funzionamento psichico" di un individuo è, dunque, la risultante del rapporto tra le pressioni interne, esercitate dai propri bisogni psicologici ed emotivi, e le stimolazioni che l’ambiente gli offre. L’equilibrio psichico e la corrispondente organizzazione di personalità di un individuo possono essere osservati dall’esterno solo grazie al carattere, che possiamo definire come “il riflesso agito nella relazione con gli altri della struttura di personalità”.

Già Freud collocava lo psichismo ed il suo sviluppo all’interno di un rapporto dinamico tra l’essere biologico e l’ambiente e gli riconosceva la funzione di equilibrare entrambe le componenti. Esse, offrendo stimoli continui, generano nell’individuo una condizione interna di tensione, un’eccitazione di natura somatica, che costringe l’organismo a ricercare un oggetto che gli consenta il soddisfacimento pulsionale e, quindi, la scarica della tensione interna.

Secondo questo modello, le pulsioni o desideri libidici hanno bisogno, per organizzarsi, di appoggiarsi agli oggetti esterni, il cui ruolo biologico è quello di soddisfare i bisogni caratteristici di ciascuna fase dello sviluppo psico-sessuale.

Secondo Freud, quindi, la maturazione psichica si fonda sul concetto di "oggetto" e sul suo essere di natura variabile: "reale o fantasmatico" (immaginario). Lo psichismo, pertanto, si colloca in uno spazio intermedio tra il corpo e l’oggetto reale, ma anche tra il corpo e l’oggetto fantasmatico. Tale oggetto intrapsichico nasce in realtà dall’incontro del soggetto con l’oggetto esterno ed è frutto della loro mutua relazione.

La psicoanalisi, dunque, interessandosi ai desideri umani e al comportamento messo in atto per soddisfarli, si è da sempre occupata di relazioni d’oggetto.

Il primo contatto che un paziente intrattiene, attraverso la richiesta di consultazione, con il proprio futuro terapeuta evidenzierà, come in uno psicodramma psichico, le modalità di funzionamento e di appoggio all’ambiente che lo caratterizzano, entrate, però, in crisi in seguito ad un cambiamento di natura bio-psico-sociale.

Il metodo di indagine psicoanalitica e psicodinamica che la Scuola propone tiene ben presente le teorie sulle motivazioni, sulle emozioni, sugli scambi psichici ed energetici che ogni relazione attiva.

icon-10 Per arricchire le proprie competenze nella valutazione diagnostica e nella pratica clinica.

icon-13 Uno strumento di protezione per il terapeuta e l'analizzato.

icon-11 L'importanza del "saper fare" e del "saper essere"